C’è una figura che sta silenziosamente ridisegnando gli organigrammi delle imprese italiane: il fractional manager, ovvero un professionista di livello C-suite (CMO, CFO, CIO, CSO) che mette le proprie competenze a disposizione di un’azienda per una frazione del suo tempo lavorativo, assumendo responsabilità dirette e operative. Non è un consulente che analizza e consegna un report: entra in azienda, guida il team, risponde dei risultati — solo che lo fa due o tre giorni a settimana, magari per più imprese in parallelo.
I numeri raccontano un’accelerazione: il 66% delle aziende europee prevede di aumentare il ricorso a professionisti interim nel 2026 secondo una ricerca Robert Walters su oltre 3.000 organizzazioni, e il mercato italiano del temporary management, che vale circa 150 milioni di euro contro i 2,5 miliardi della Germania, cresce a un tasso atteso del 15% annuo. Persino il Politecnico di Milano ha dedicato al fenomeno un Osservatorio, che lo descrive come una leva strategica per affrontare le sfide di crescita, trasformazione e ricambio generazionale delle PMI italiane, in particolare delle imprese familiari.
La logica economica è semplice quanto potente. Un direttore marketing con dieci anni di esperienza costa nel mercato italiano tra i 70.000 e i 100.000 euro lordi annui, che diventano 90.000-130.000 di costo totale per l’azienda: cifre insostenibili per un’impresa da due o tre milioni di fatturato, che però ha esattamente lo stesso bisogno di visione strategica di una grande.
Il modello fractional rompe questa barriera, permettendo di accedere a competenze enterprise a una frazione del costo — e i casi d’uso vanno ben oltre il risparmio: nel family business il fractional CFO è spesso la figura ponte nei passaggi generazionali, una terza voce non coinvolta nelle dinamiche familiari, capace di portare oggettività al dialogo tra generazioni. Per gli imprenditori il messaggio è chiaro: la domanda non è più “possiamo permetterci un manager?”, ma “quale problema vale la pena risolvere con uno?”. Il futuro del management, per le PMI, potrebbe essere part-time ma con impatto full-time.







