Global Circularity Protocol

Il Global Circularity Protocol (GCP) rappresenta un punto di svolta per il mondo produttivo, configurandosi come il primo standard universale per misurare e rendicontare la circolarità delle imprese.
Coordinato dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD) in collaborazione con il network One Planet dell’UNEP, questo protocollo nasce per colmare un vuoto normativo: la mancanza di un linguaggio comune e di metriche condivise che permettano di confrontare le prestazioni di sostenibilità tra diverse aziende e settori.

Proprio come il Greenhouse Gas Protocol ha standardizzato la misurazione delle emissioni di CO2, il GCP punta a fare lo stesso con l’uso delle risorse, trasformando la circolarità da concetto astratto a asset strategico misurabile.

L’adozione del protocollo non è solo una questione di conformità ESG, ma una leva di competitività. Attraverso un approccio strutturato in cinque fasi — dalla definizione degli obiettivi alla comunicazione dei risultati — le imprese possono identificare inefficienze, ridurre i rischi legati alla scarsità di materie prime e attrarre capitali da investitori sempre più attenti a dati verificabili.

Le stime d’impatto sono imponenti: l’applicazione globale del protocollo potrebbe risparmiare 120 miliardi di tonnellate di materiali e ridurre le emissioni di 76 gigatonnellate nei prossimi 25 anni, dimostrando che senza un riciclo profondo e una rigenerazione dei sistemi produttivi, gli obiettivi climatici internazionali rimarranno irraggiungibili.

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