Se un tempo il caporale era l’intermediario fisico che reclutava braccianti all’alba, oggi quel ruolo è stato delegato a software e algoritmi. Nel settore dei servizi — dalla logistica al food delivery — lo sfruttamento non passa più necessariamente per la minaccia fisica, ma per il controllo digitale:
- L’Account come Merce: Le indagini hanno rivelato la pratica dell’affitto degli account. Chi non ha documenti o è in stato di bisogno “subappalta” il profilo di un rider regolarmente iscritto, cedendo a quest’ultimo una fetta consistente del misero guadagno.
- La Subordinazione Algoritmica: Dietro la facciata del “lavoro autonomo”, i rider sono monitorati in tempo reale. Ritardi o rifiuti di ordini portano a penalizzazioni automatiche nel ranking, riducendo drasticamente le possibilità di guadagno futuro. Un controllo ferreo che la Procura ha definito “etero-organizzazione algoritmica”.
- Paghe sotto la soglia di povertà: Le fonti riportano compensi tra i 2 e i 3 euro a consegna, con retribuzioni inferiori fino all’80% rispetto ai contratti collettivi nazionali. Un sistema che viola l’Articolo 36 della Costituzione sulla dignità del salario.
Una Rivalutazione del Rapporto Lavoratore-Colosso
Siamo di fronte a un cambio di paradigma. Il rapporto di lavoro non è più un dialogo tra persone, ma uno scontro tra un individuo isolato e un colosso impersonale.
- L’Invisibilità del Datore di Lavoro: Il lavoratore non ha un referente umano. In caso di incidenti, furti del mezzo o problemi tecnici, l’interlocutore è una chat automatizzata o un algoritmo opaco. Il rischio d’impresa è interamente scaricato sulle spalle del lavoratore.
- La Frammentazione Sociale: La Gig Economy atomizza i lavoratori. Senza un luogo fisico di ritrovo (la fabbrica o l’ufficio), la solidarietà diventa difficile, lasciando il singolo esposto a condizioni vessatorie pur di sopravvivere.
- L’Etica del Consumo: La notizia ci pone davanti a uno specchio. La nostra comodità — la pizza calda in 15 minuti — ha un costo sociale che spesso ignoriamo. Il controllo giudiziario su Glovo è un segnale: lo Stato sta tentando di riportare la legge dove l’algoritmo pensava di regnare sovrano.
Verso un “Diritto del Lavoro 4.0”
Il commissariamento di Glovo (che durerà da 1 a 3 anni) non sospende il servizio, ma affianca alla dirigenza un amministratore giudiziario con il compito di regolarizzare i rapporti di lavoro. È un esperimento sociale: dimostrare che il profitto delle piattaforme digitali può (e deve) coesistere con le tutele previdenziali, assicurative e salariali.
La sfida del futuro non sarà fermare l’innovazione, ma impedire che la tecnologia diventi il paravento per un ritorno a forme di servitù pre-industriali, dove il “caporale” non ha più un volto, ma solo una riga di codice.







