La Svizzera e gli Stati Uniti hanno raggiunto un’intesa cruciale per ridurre i dazi statunitensi sulle merci elvetiche, precedentemente innalzati dal 39% a causa del disavanzo commerciale. Questo risultato, vitale per l’economia svizzera che aveva visto un calo del PIL, non è arrivato tramite i canali diplomatici tradizionali, ma grazie a un audace intervento del settore privato.
Embed from Getty ImagesDopo che i tentativi della Presidente della Confederazione, Karin Keller-Sutter, si erano scontrati con l’irritazione del Presidente Trump, un gruppo di influenti imprenditori svizzeri ha formato il “Team Switzerland”. Guidati dal miliardario Alfred “Fredy” Gantner, questi uomini d’affari hanno scavalcato di fatto la politica, sfruttando la ben nota preferenza di Trump per le negoziazioni dirette con l’élite economica, dimostrando come la forza e l’influenza della grande imprenditoria abbiano potuto sbloccare una crisi diplomatica che la politica non era riuscita a risolvere.
Per convincere la Casa Bianca, gli imprenditori hanno presentato un pacchetto di misure economiche di vasta portata che impegna le aziende svizzere a investire $200 miliardi negli Stati Uniti entro il 2028. Le proposte includevano la produzione di lingotti d’oro negli Stati Uniti, promesse di acquisti militari (come i sistemi Patriot), e accordi sugli ordini di aeromobili.
Embed from Getty ImagesInoltre, l’approccio è stato personalizzato per l’ego di Trump: l’amministratore delegato della fonderia d’oro Msk Pamp ha donato un lingotto commemorativo e il CEO di Rolex, Jean-Frédéric Dufour, ha regalato un orologio d’oro, promettendo la riduzione del deficit “puntuale come un orologio svizzero”.
Embed from Getty ImagesLa vicenda esalta l’efficacia e l’intraprendenza dello spirito imprenditoriale elvetico nel raggiungere obiettivi vitali, sebbene sollevi domande fondamentali sul primato della politica e sulla trasparenza, data la segretezza con cui gli imprenditori hanno agito in nome della Svizzera.







