{"id":943,"date":"2026-07-24T11:30:01","date_gmt":"2026-07-24T09:30:01","guid":{"rendered":"https:\/\/mondonews.it\/?p=943"},"modified":"2026-07-24T11:30:01","modified_gmt":"2026-07-24T09:30:01","slug":"lennesimo-attacco-silenzioso-alle-imprese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mondonews.it\/index.php\/2026\/07\/24\/lennesimo-attacco-silenzioso-alle-imprese\/","title":{"rendered":"L&#8217;ennesimo attacco silenzioso alle imprese"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Due pesi, due misure: la beffa fiscale del TFR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C&#8217;\u00e8 una domanda che nessun politico ha mai voluto porsi ad alta voce: perch\u00e9 lo Stato italiano tassa fino al 43% il Trattamento di Fine Rapporto lasciato in azienda, mentre riserva un&#8217;aliquota di appena il 9-15% a chi lo deposita in un fondo pensione? La risposta, purtroppo, non \u00e8 un mistero contabile: \u00e8 una scelta politica precisa, maturata nella riforma del 2007, che ha spostato miliardi di liquidit\u00e0 dalle piccole imprese verso il sistema finanziario, sotto la bandiera ipocrita della &#8220;previdenza complementare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il meccanismo \u00e8 impietoso. Il TFR trattenuto in azienda subisce la cosiddetta tassazione separata, calcolata sulla media delle aliquote IRPEF degli ultimi cinque anni di reddito del lavoratore, con un minimo del 23% e un massimo che pu\u00f2 toccare il 43%. Il TFR versato a un fondo pensione, invece, beneficia di un&#8217;imposta sostitutiva fissa che parte dal 15% e scende progressivamente fino al 9% dopo 35 anni di adesione, indipendentemente dal reddito del lavoratore. Su una liquidazione di 50.000 euro, la differenza di tassazione pu\u00f2 tradursi in un salasso aggiuntivo di 7.000 euro per chi ha &#8220;solo&#8221; lasciato i propri risparmi presso il datore di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Chi ci guadagna davvero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un dettaglio tecnico: \u00e8 l&#8217;architettura di un trasferimento di ricchezza. Dal 2007, anno di avvio della riforma, su 438 miliardi di euro di TFR generati nel sistema produttivo italiano, 242 miliardi sono rimasti nelle imprese, ma 97,3 miliardi sono confluiti nei fondi pensione e altri 98,5 miliardi sono stati incanalati nel Fondo di Tesoreria gestito dall&#8217;INPS. Una cifra colossale, sottratta all&#8217;economia reale del Paese, che secondo l&#8217;Osservatorio di Itinerari Previdenziali avrebbe potuto finanziare investimenti produttivi e aumenti salariali in un Paese che soffre cronicamente di bassa produttivit\u00e0 rispetto alla media OCSE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A completare il quadro, la riforma ha imposto alle aziende con pi\u00f9 di 50 dipendenti l&#8217;obbligo di versare il TFR non destinato alla previdenza complementare al Fondo di Tesoreria dell&#8217;INPS, sottraendo ulteriore liquidit\u00e0 al circuito produttivo interno. E come se non bastasse, la stessa normativa ha abolito il fondo di garanzia che avrebbe dovuto favorire l&#8217;accesso alla previdenza complementare per i lavoratori delle micro e piccole imprese, lasciandoli sostanzialmente fuori dal sistema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le PMI, vittime designate<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per una micro o piccola impresa italiana il TFR non \u00e8 un fastidio contabile: \u00e8, storicamente, una delle poche fonti di autofinanziamento disponibili, usata per gestire la stagionalit\u00e0, i magazzini, gli investimenti in macchinari. Dal 1\u00b0 luglio 2026, con la Legge di Bilancio, la situazione peggiora ulteriormente: i neoassunti del settore privato vengono iscritti automaticamente ai fondi pensione tramite il meccanismo del silenzio-assenso, e il TFR maturando viene trasferito mensilmente fuori dall&#8217;azienda verso i fondi o la Tesoreria INPS. Per le imprese questo significa una contrazione strutturale della liquidit\u00e0 interna, che le costringer\u00e0 a ricorrere sempre pi\u00f9 a finanziamenti esterni onerosi \u2014 con banche e istituti di credito pronti a intascare gli interessi su un capitale che, fino a ieri, era generato internamente e a costo quasi nullo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il paradosso \u00e8 totale: lo stesso impianto normativo che priva le PMI di liquidit\u00e0 essenziale, punisce fiscalmente il lavoratore che decide di lasciare il proprio TFR in azienda invece di consegnarlo alla gestione di un fondo pensione o di un istituto finanziario. Nel frattempo, alle aziende che &#8220;collaborano&#8221; trasferendo il TFR alla previdenza complementare vengono concessi sgravi contributivi e deduzioni fiscali aggiuntive, un ulteriore incentivo di sistema affinch\u00e9 il denaro dei lavoratori italiani fluisca verso i grandi gestori finanziari piuttosto che restare a irrigare il tessuto produttivo locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il confronto che nessuno racconta nei talk show<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td>Caratteristica<\/td><td>TFR in azienda<\/td><td>TFR in fondo pensione<\/td><\/tr><tr><td>Tipo di tassazione<\/td><td>Separata, in base al reddito<\/td><td>Sostitutiva, fissa<\/td><\/tr><tr><td>Aliquota minima<\/td><td>23%<\/td><td>9% dopo 35 anni<\/td><\/tr><tr><td>Aliquota massima<\/td><td>43% o pi\u00f9<\/td><td>15% (23% solo per riscatto immediato)<\/td><\/tr><tr><td>Rischio di riliquidazione fiscale successiva<\/td><td>S\u00ec, fino a 3-4 anni dopo l&#8217;incasso<\/td><td>No, tassazione definitiva<\/td><\/tr><tr><td>Liquidit\u00e0 per l&#8217;impresa<\/td><td>Resta in azienda come autofinanziamento<\/td><td>Esce dal circuito aziendale<\/td><\/tr><tr><td><\/td><td><\/td><td><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato pi\u00f9 inquietante riguarda proprio la cosiddetta &#8220;tagliola della riliquidazione&#8221;: chi lascia il TFR in azienda non paga solo un&#8217;aliquota provvisoria pi\u00f9 alta, ma rischia \u2014 anni dopo l&#8217;incasso \u2014 di ricevere dall&#8217;Agenzia delle Entrate un conguaglio basato sull&#8217;aliquota media effettiva degli ultimi cinque anni di reddito, con relativa cartella esattoriale a sorpresa. Nessuna sorpresa del genere attende invece chi ha destinato il proprio TFR alla previdenza complementare: l\u00ec la tassazione \u00e8 definitiva e blindata fin dal primo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una riforma nata gi\u00e0 storta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 retorica populista sostenere che la riforma del 2007 sia stata concepita per drenare risorse dalle piccole imprese: gi\u00e0 all&#8217;epoca, osservatori indipendenti la definivano un &#8220;trasferimento forzoso di risparmio&#8221;, capace di svuotare le casse aziendali di liquidit\u00e0 a basso costo per convogliarla verso operatori finanziari strutturati, molto pi\u00f9 equipaggiati per attrarre e remunerare quei capitali. Quasi vent&#8217;anni dopo, con l&#8217;estensione del silenzio-assenso ai neoassunti dal 2026, il disegno si completa: le PMI italiane \u2014 gi\u00e0 gravate da costo del lavoro elevato, credito bancario pi\u00f9 caro rispetto ai grandi gruppi e margini in costante compressione \u2014 si vedono ora private anche dell&#8217;ultima riserva di autofinanziamento a portata di mano, mentre il fisco continua a colpire pi\u00f9 duramente proprio chi decide di restare fedele al modello imprenditoriale tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema, insomma, non \u00e8 neutro: premia chi alimenta i fondi pensione e penalizza chi sceglie \u2014 o \u00e8 costretto dalla natura stessa della propria piccola impresa \u2014 a tenere il TFR in casa. \u00c8 una discriminazione fiscale silenziosa, mai discussa nei dibattiti pubblici, che merita di essere raccontata con la stessa attenzione riservata ad altri temi di giustizia economica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due pesi, due misure: la beffa fiscale del TFR C&#8217;\u00e8 una domanda che nessun politico ha mai voluto porsi ad alta voce: perch\u00e9 lo Stato italiano tassa fino al 43% il Trattamento di Fine Rapporto lasciato in azienda, mentre riserva un&#8217;aliquota di appena il 9-15% a chi lo deposita in un fondo pensione? 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