{"id":65,"date":"2025-06-04T17:04:49","date_gmt":"2025-06-04T17:04:49","guid":{"rendered":"https:\/\/mondonews.it\/?p=65"},"modified":"2025-06-04T18:40:15","modified_gmt":"2025-06-04T18:40:15","slug":"generazione-scroll","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mondonews.it\/index.php\/2025\/06\/04\/generazione-scroll\/","title":{"rendered":"Generazione Scroll"},"content":{"rendered":"\n<p>La capacit\u00e0 di concentrazione umana \u00e8 precipitata a <strong>40 secondi<\/strong> \u2013 all\u2019incirca la durata di un TikTok o di un Reel. Nel 2004 mantenevamo l\u2019attenzione su uno schermo per <strong>2,5 minuti<\/strong> in media; oggi, a malapena mezzo minuto. In parallelo infuria l\u2019era dei video lampo: piattaforme come TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts dominano l\u2019engagement globale, a riprova che <strong>\u201cpi\u00f9 corto \u00e8 meglio\u201d<\/strong> quando si tratta di catturare il pubblico. Il risultato? Un\u2019intera generazione <em>scrolla<\/em> in un flusso continuo di clip fulminee, ricche di stimoli emotivi ma povere di approfondimento, mentre il suo <strong>attention span<\/strong> si assottiglia ad ogni swipe.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019era dell\u2019Attenzione Lampo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un adolescente oggi pu\u00f2 divorare <strong>oltre 200 video<\/strong> in un solo pomeriggio, saltando freneticamente da un contenuto all\u2019altro. <strong>TikTok<\/strong>, con le sue clip ottimali da 21\u201334 secondi, ha aperto la strada ad un vero e proprio disastro: nonostante conti \u201csolo\u201d un miliardo e mezzo di utenti, riesce a incollare gli iscritti allo schermo per <strong>95 minuti al giorno<\/strong> in media \u2013 pi\u00f9 di qualsiasi altro social. Non a caso gli imitatori si sono accodati: <strong>Instagram<\/strong> ha lanciato i <strong>Reels<\/strong> e <strong>Youtube<\/strong> ha inserito gli <strong>shorts <\/strong>nella sua proposta contenutistica.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra capacit\u00e0 di concentrazione su uno schermo \u00e8 precipitata da <strong>2,5 minuti nel 2004 a soli 40 secondi oggi<\/strong>. Quaranta secondi \u2013 pi\u00f9 o meno la durata di un TikTok o di un Reel medio. Appena scadono, la maggior parte di noi sente il bisogno di passare oltre. E infatti <em>passiamo oltre<\/em>, in un ciclo infinito di micro-contenuti che calamita il nostro sguardo. Nel tempo impiegato a leggere questa frase, un adolescente su TikTok potrebbe aver gi\u00e0 \u201cswipeato\u201d tre nuovi video.<\/p>\n\n\n\n<p>La scena \u00e8 ormai nota: ragazzi e ragazze con lo sguardo ipnotizzato dallo smartphone, intenti a scorrere clip di pochi secondi una dopo l\u2019altra. Questo nuovo habitat digitale \u00e8 alimentato da piattaforme come <strong>TikTok<\/strong>, <strong>Instagram (Reels)<\/strong> e <strong>YouTube (Shorts)<\/strong>, che insieme contano miliardi di utenti e hanno trasformato la fruizione dei media in un flusso ininterrotto di contenuti mordi-e-fuggi. Su TikTok \u2013 campione indiscusso del genere, con oltre 1,5 miliardi di utenti globali \u2013 l\u2019utente medio trascorre <strong>95 minuti al giorno<\/strong> incollato allo schermo, tempo sufficiente a <strong>divorare fra 167 e 271 video in 24 ore<\/strong>. La mania dei video brevi \u00e8 planetaria: in Cina le app analoghe (come Douyin, versione locale di TikTok, e Kwai) contano <strong>962 milioni di utilizzatori<\/strong>, pari al <em>91,5%<\/em> degli internauti cinesi. Numeri vertiginosi, che suggeriscono come un\u2019intera generazione stia crescendo a pane e <strong>scroll<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Attenzione lampo: dall\u2019intrattenimento usa-e-getta all\u2019epidemia della distrazione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che l\u2019attenzione del pubblico online si misura ormai in secondi . Gi\u00e0 da alcuni anni gli esperti lanciavano l\u2019allarme: un rapporto del Pew Research Center nel 2017 notava come il sovraccarico di informazioni digitali stesse erodendo la nostra capacit\u00e0 di mantenere il focus. Oggi quell\u2019allarme \u00e8 diventato realt\u00e0 tangibile. Molti studiosi e pediatri parlano apertamente di <strong>\u201cTikTok Brain\u201d<\/strong> \u2013 il \u201ccervello da TikTok\u201d \u2013 per descrivere il drastico calo di attenzione osservato nei pi\u00f9 giovani abituati ai feed rapidi.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni affondano nella neuropsicologia. Ogni clip rapida innesca <em>scariche di dopamina<\/em> nel cervello \u2013 il neurotrasmettitore del piacere e della ricompensa \u2013 simili a quelle provocate da una scommessa vinta al casin\u00f2. Questa raffica di mini-gratificazioni tiene l\u2019utente incollato allo schermo, desideroso di \u201cun\u2019altra dose\u201d con il video successivo. Col tempo, per\u00f2, il cervello si <strong>abitua a ricevere stimoli continui<\/strong> e perde allenamento nel mantenere l\u2019attenzione in loro assenza. In pratica, pi\u00f9 ci nutriamo di contenuti lampo, pi\u00f9 fatichiamo a leggere un libro per un\u2019ora, a guardare un film senza sbirciare il telefono, o anche solo a stare qualche minuto con i nostri pensieri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00ab<\/strong><strong><em>Se il cervello dei ragazzi si abitua a cambi continui, poi fatica ad adattarsi a un\u2019attivit\u00e0 non digitale dove le cose non si muovono cos\u00ec in fretta<\/em><\/strong><strong>\u00bb<\/strong>, spiega Michael Manos, direttore del Center for Attention and Learning del Cleveland Clinic Children\u2019s Hospital. I bambini e adolescenti, del resto, partono svantaggiati: la capacit\u00e0 di <em>attenzione diretta<\/em> \u2013 quella che ci fa ignorare le distrazioni e sostenere il focus a lungo \u2013 richiede le funzioni esecutive della corteccia prefrontale, che maturano del tutto solo verso i 25 anni. Un ragazzino con lo smartphone sempre in mano, bombardato da stimoli rapidi, \u00e8 un cervello in fase di sviluppo allenato alla <strong>gratificazione istantanea<\/strong> ma mai alla pazienza. Il risultato? Attenzione frammentata, impulsivit\u00e0, e difficolt\u00e0 a dedicarsi ad attivit\u00e0 che non offrano un reward immediato (dallo stare attento in classe al semplicemente conversare senza annoiarsi).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L\u2019algoritmo del \u201cmi piace\u201d: ingegneria dell\u2019engagement (e della dipendenza)<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Come siamo arrivati a questo punto? <strong>Algoritmi<\/strong> e strategie di <strong>digital marketing<\/strong> hanno giocato un ruolo chiave nell\u2019addestrarci a preferire contenuti ultrabrevi, atemporali e ad altissima intensit\u00e0 emotiva. Le piattaforme social combattono una guerra spietata per la risorsa pi\u00f9 preziosa e scarsa: la nostra attenzione. Hanno quindi ottimizzato ogni aspetto per <strong>catturarci nel minor tempo possibile<\/strong>. Uno studio ha rilevato che gli utenti decidono se continuare a guardare un video entro i primi <em>3 secondi<\/em>. Questo ha imposto una regola ferrea ai creatori di contenuti: <strong>agganciare subito lo spettatore<\/strong>, pena l\u2019immediato swipe verso qualcosa di pi\u00f9 stimolante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le app di short video sono progettate come slot machine tascabili. Il flusso infinito di clip viene servito tramite <em>scroll verticale<\/em> senza fine: un meccanismo simile alla leva della slot, che applica il principio del <strong>\u201crinforzo casuale\u201d<\/strong> (random reinforcement) per tenerci incollati. Proprio come al casin\u00f2 non sai mai se la prossima giocata ti dar\u00e0 una vincita, su TikTok o Reels non sai mai se il prossimo video sar\u00e0 quello che ti far\u00e0 ridere, piangere o gridare allo schermo \u2013 e questo ti spinge a continuare. Non \u00e8 un\u2019analogia azzardata: <em>brain scan<\/em> effettuati su giovani utenti hanno mostrato un\u2019alta attivazione delle aree cerebrali legate alle dipendenze durante l\u2019uso di feed di video personalizzati. In altre parole, il <strong>circuito di ricompensa<\/strong> del cervello viene continuamente solleticato dall\u2019algoritmo, creando assuefazione. Non a caso dei pediatri hanno definito TikTok <em>\u00abuna macchina della dopamina\u00bb<\/em> per la capacit\u00e0 di tenere i ragazzi intrappolati in un ciclo di ricompense istantanee senza fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Dietro l\u2019interfaccia ludica di queste app si cela una sofisticata <strong>intelligenza artificiale<\/strong> che impara in fretta ci\u00f2 che ci emoziona o ci trattiene. Ogni like, ogni secondo di visione, ogni swipe viene tracciato. I sistemi di raccomandazione filtrano e ordinano i video in base ai nostri gusti con un unico obiettivo: <strong>massimizzare il tempo di permanenza<\/strong>. TikTok in particolare \u00e8 celebre per il suo algoritmo avanzato, capace di fornire contenuti <em>su misura<\/em> per catturare l\u2019interesse di ciascun utente e tenerlo agganciato pi\u00f9 a lungo possibile. Il feed \u201cFor You\u201d (<em>Per Te<\/em>) non \u00e8 cronologico n\u00e9 casuale: \u00e8 calibrato in base a miliardi di segnali comportamentali, diversi per ognuno di noi. Il risultato \u00e8 un\u2019esperienza altamente personalizzata (e per questo altamente assuefacente), in cui ogni video ha buone probabilit\u00e0 di piacerci o quantomeno di <strong>provocarci una reazione<\/strong>. Se un contenuto non ci colpisce entro pochi istanti, l\u2019algoritmo lo cestina e ce ne propone subito un altro, in un loop progettato per minimizzare qualsiasi calo di interesse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Marketing da 15 secondi: il trionfo dei contenuti usa-e-getta ad alto impatto<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Di pari passo con l\u2019evoluzione delle piattaforme, il <strong>marketing digitale<\/strong> ha abbracciato con entusiasmo la formula del contenuto lampo. Nell\u2019<strong>economia dell\u2019attenzione<\/strong>, vince chi sa condensare un messaggio in pochi secondi mozzafiato. Non sorprende dunque che <em>brand<\/em> e influencer abbiano ricalibrato le loro strategie per il nuovo scenario. Un tempo si investivano risorse in video patinati di 5 minuti su YouTube; oggi <strong>bastano 15 secondi ben fatti su TikTok<\/strong> per lanciare un prodotto virale. E i dati lo confermano:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>2,5\u00d7 pi\u00f9 engagement:<\/strong> i video brevi ottengono <strong>fino al 250% di interazioni in pi\u00f9<\/strong> rispetto ai formati lunghi. La loro natura concisa e \u201cdiretta al punto\u201d li rende formidabili nell\u2019acchiappare l\u2019attenzione del pubblico volatile.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>66% preferisce il formato breve:<\/strong> circa <em>due terzi dei consumatori<\/em> dichiarano che i contenuti brevi sono la forma di media pi\u00f9 coinvolgente in assoluto. Abituati a <em>feed<\/em> veloci, gli utenti tendono a ignorare contenuti pi\u00f9 lunghi e complessi, premiando chi sa intrattenerli in pochi secondi.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>66% degli spot &lt;30s:<\/strong> si stima che nel 2024 ben il <em>66% degli annunci video<\/em> avr\u00e0 una durata inferiore ai 30 secondi. Anche la pubblicit\u00e0 tradizionale si adegua: gli inserzionisti puntano su messaggi lampo, sapendo che il pubblico non tollera pi\u00f9 preamboli.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>85% dei marketer pro-video brevi:<\/strong> la stragrande maggioranza (85%) dei professionisti marketing considera i video brevi il contenuto <strong>pi\u00f9 efficace sui social media<\/strong> oggi, surclassando post testuali e video long-form. La brevit\u00e0, un tempo vista come limite, \u00e8 divenuta sinonimo di efficacia comunicativa.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Queste cifre spiegano perch\u00e9 ogni grande piattaforma social abbia lanciato il proprio clone di TikTok. <strong>Instagram<\/strong>, preoccupata di perdere pubblico giovane, ha introdotto i <em>Reels<\/em> integrandoli ovunque nell\u2019app: oggi occupano ampi spazi nei feed e nella sezione <em>Explore<\/em>. L\u2019algoritmo di Instagram tende persino a favorire i Reels pi\u00f9 brevi (sotto i 90 secondi) quando li propone anche a chi non segue gi\u00e0 il creator. <strong>YouTube<\/strong>, dal canto suo, dopo anni passati a spingere contenuti lunghi e canali curati, ha dovuto adattarsi: gli <em>Shorts<\/em> (video verticali &lt;60 secondi) sono stati lanciati in tutto il mondo nel 2021 e vengono spinti aggressivamente, al punto che YouTube ora li monetizza e li mette in evidenza per arginare la fuga verso TikTok. Persino Facebook ha integrato i Reels nel proprio feed, segno che <strong>il futuro dei social \u00e8 \u201csnackable\u201d<\/strong> \u2013 contenuti-frammento da consumare a ripetizione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da un punto di vista creativo e pubblicitario, questa evoluzione ha i suoi pro e contro. Da un lato, i video brevi sono <em>democratici<\/em>: basta uno smartphone e un\u2019idea accattivante per creare clip capaci di raggiungere milioni di persone. Il formato verticale a tutto schermo e la riproduzione automatica con audio attivato catturano l\u2019utente in modo immersivo anche quando scrolla distrattamente. Inoltre, la <strong>leva emotiva<\/strong> \u00e8 potentissima: un TikTok ben congegnato pu\u00f2 far ridere, commuovere o indignare nel giro di pochi istanti, creando un legame immediato con lo spettatore. Su questi micro-video si costruiscono tendenze globali, tormentoni, sfide virali (#challenge) e un nuovo linguaggio comunicativo fatto di meme audiovisivi. Il marketing ha imparato a dosare sapientemente questi ingredienti: <strong>suscitare emozioni forti in pochi secondi<\/strong> aumenta la probabilit\u00e0 che il contenuto venga condiviso e che il messaggio \u2013 fosse anche solo un logo intravisto o un jingle orecchiabile \u2013 si imprima nella mente del pubblico. In pratica, pubblicitari e creator condensano lo <strong>storytelling in pillole<\/strong>: colpiscono rapido e duro, sperando di lasciare il segno in un pubblico dalla soglia di attenzione ridotta.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altro canto, questa corsa all\u2019<em>engagement<\/em> istantaneo ha sacrificato la profondit\u00e0 e la complessit\u00e0. I contenuti diventano sempre pi\u00f9 <em>atemporali<\/em>: slegati dal contesto, pensati per essere fruiti singolarmente in qualunque ordine li proponga l\u2019algoritmo. Ogni video deve reggersi da solo e <strong>gridare pi\u00f9 forte<\/strong> degli altri per guadagnarsi quei secondi di visibilit\u00e0: ci\u00f2 spesso si traduce in thumbnail sensazionalistici, testi sovrimpressi a tutto schermo, musiche ed effetti sonori virali, e un ritmo narrativo frenetico. Il risultato generale del feed \u00e8 una giustapposizione caotica di stimoli scollegati \u2013 un balletto, poi una gag, poi un attacco emotivo \u2013 dove contano solo le <em>performance<\/em> di ciascun clip e non un discorso coerente. La competizione per l\u2019attenzione premia l\u2019estremo (il pi\u00f9 divertente, o commovente, o shocking in circolazione), penalizzando la sfumatura e la calma. \u00c8 il <strong>trionfo del bite-size<\/strong>: informazione e intrattenimento formattati come fast-food cognitivi, da consumare al volo e subito dimenticare nel flusso incessante.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Effetti collaterali: concentrazione, apprendimento e capacit\u00e0 di riflessione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Tutto questo ha un costo. Stiamo iniziando a intravederne gli effetti sul piano cognitivo, educativo e sociale. Numerosi studi indicano che l\u2019<strong>abuso di video brevi<\/strong> \u00e8 collegato a un calo delle capacit\u00e0 di attenzione e persino delle prestazioni scolastiche nei pi\u00f9 giovani. Una ricerca condotta su oltre mille alunni di scuola primaria in Cina ha trovato che <em>pi\u00f9 tempo passavano su TikTok e simili, peggiore era il loro rendimento accademico<\/em> \u2013 e l\u2019analisi ha suggerito che la causa principale \u00e8 proprio la ridotta capacit\u00e0 di concentrazione di questi ragazzi. In altre parole, un bambino abituato a ore di scroll di clip fatica poi a mantenere la mente focalizzata abbastanza a lungo da assimilare concetti complessi o svolgere compiti noiosi, incidendo negativamente sui voti.<\/p>\n\n\n\n<p>Le implicazioni vanno oltre la scuola. Un recente studio neuroscientifico, mediante test cognitivi ed elettroencefalogramma (EEG), ha evidenziato che la propensione alla <em>dipendenza da video brevi<\/em> si associa a una <strong>diminuzione del controllo esecutivo<\/strong> del cervello e a minori capacit\u00e0 di autocontrollo. In pratica, consumare continuamente questi contenuti \u201cauto-stimolanti\u201d e ricchi di input sensoriali tiene il nostro cervello sulle <em>montagne russe emotive<\/em>, ma allo stesso tempo sembra <strong>smorzare l\u2019attivit\u00e0 delle aree prefrontali<\/strong> dedicate all\u2019attenzione prolungata e alla regolazione dei comportamenti. \u00c8 come se allenassimo solo i circuiti cerebrali \u201cbassi\u201d (riflessi rapidi, emozioni immediate) a discapito di quelli \u201calti\u201d (ragionamento, pianificazione, autocontrollo). Sul lungo termine, ci\u00f2 potrebbe rendere le persone pi\u00f9 impulsive, distraibili, e <em>dipendenti da stimoli esterni<\/em> per mantenere la mente attiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 ora molti insegnanti e genitori riportano difficolt\u00e0 crescenti nel far impegnare i ragazzi in attivit\u00e0 che richiedono concentrazione prolungata o riflessione. Abituati al ritmo di TikTok, i giovani trovano \u201cnoioso\u201d tutto ci\u00f2 che non offre un payoff immediato. Uno specialista lo descrive cos\u00ec: <strong>il cervello dei bambini non sta praticando l\u2019attenzione sostenuta<\/strong>, quindi fatica a restare concentrato a scuola o in altre aree della vita. Ci stiamo insomma confrontando con una generazione la cui soglia di attenzione potrebbe essere la pi\u00f9 bassa di sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>Le conseguenze potenziali vanno dal quotidiano (ragazzi che saltano da un\u2019attivit\u00e0 all\u2019altra senza mai finirne una, o che non riescono a leggere testi pi\u00f9 lunghi di un paragrafo) fino al livello sociale e culturale. C\u2019\u00e8 chi si chiede quali adulti diventeranno questi <em>nativi dei video brevi<\/em>: cittadini forse meno propensi alla <strong>riflessione critica approfondita<\/strong>, pi\u00f9 inclini a reagire d\u2019impulso all\u2019ultimo stimolo emotivo comparso in timeline. In una realt\u00e0 gi\u00e0 satura di problemi complessi, avere masse di individui con la \u201ccapacit\u00e0 di attenzione di un pesce rosso\u201d non promette nulla di buono.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena sottolineare che il problema non riguarda solo i minorenni. Anche molti adulti ammettono di sentire la propria attenzione peggiorata dopo essersi lasciati risucchiare dal vortice di Reels e Shorts. Il meccanismo cerebrale, d\u2019altronde, \u00e8 universale: la <em>dopamina<\/em> non guarda la carta d\u2019identit\u00e0. E mentre scrolliamo compulsivamente il feed alla ricerca di una scarica di novit\u00e0, pu\u00f2 sfuggirci quanto tempo stiamo perdendo in questo stato di semi-coscienza. I <strong>95 minuti al giorno su TikTok<\/strong> citati prima, proiettati su un anno, equivalgono a quasi <strong>24 giorni interi<\/strong> spesi a guardare balletti, sketch e clip assortite sul telefono. Cosa avremmo potuto fare in quei 24 giorni, se avessimo avuto la disciplina di impiegarli in un\u2019unica attivit\u00e0 di valore? Quante pagine lette, strumenti imparati, idee maturate? Domande retoriche, forse. Ma \u00e8 proprio questo il punto su cui dovremmo <em>riflettere<\/em> \u2013 ammesso di riuscire a tenere a bada il telefono abbastanza a lungo da farlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonti:<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"https:\/\/www.itworldcanada.com\/post\/tiktok-short-form-videos-changing-attention-spans#:~:text=When%20we%20watch%20short,activities%20that%20don%E2%80%99t%20offer%20instant\">https:\/\/www.itworldcanada.com\/post\/tiktok-short-form-videos-changing-attention-spans#:~:text=When%20we%20watch%20short,activities%20that%20don%E2%80%99t%20offer%20instant<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/sites.psu.edu\/digitalshred\/2023\/08\/23\/tiktok-brain-may-be-coming-for-your-kids-attention-span-the-week\/#:~:text=planning%20and%20prioritizing,quite%20as%20fast%2C%E2%80%9D%20Manos%20said\">https:\/\/sites.psu.edu\/digitalshred\/2023\/08\/23\/tiktok-brain-may-be-coming-for-your-kids-attention-span-the-week\/#:~:text=planning%20and%20prioritizing,quite%20as%20fast%2C%E2%80%9D%20Manos%20said<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/jolt.richmond.edu\/2024\/03\/06\/tiktok-brain-can-we-save-childrens-attention-spans\/#:~:text=slot%20machines%20addictive%2C%20which%20is,and%20some%20people%20had%20trouble\">https:\/\/jolt.richmond.edu\/2024\/03\/06\/tiktok-brain-can-we-save-childrens-attention-spans\/#:~:text=slot%20machines%20addictive%2C%20which%20is,and%20some%20people%20had%20trouble<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/vidico.com\/news\/instagram-reels-statistics\/#:~:text=25%2B%20Instagram%20Reels%20Statistics%2C%20Data%2C,videos%20the%20key%20to\">https:\/\/vidico.com\/news\/instagram-reels-statistics\/#:~:text=25%2B%20Instagram%20Reels%20Statistics%2C%20Data%2C,videos%20the%20key%20to<\/a><\/li>\n\n\n\n<li>https:\/\/markerly.com\/pulse\/the-psychology-behind-short-video-marketing-how-it-taps-into-consumer-emotions\/#:~:text=Emotions%20have%20always%20played%20a,content%20in%20a%20concise%20package<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La capacit\u00e0 di concentrazione umana \u00e8 precipitata a 40 secondi \u2013 all\u2019incirca la durata di un TikTok o di un Reel. 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